Il territorio

Scopri le bellezze della città di Messina

Messina
La Vara
Duomo di Messina
Taormina
Le Gole dell'Alcantara
Tindari
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Messina

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Messina in dialetto messinese: Missina.

Un comune di 237 603 abitanti, nonché tredicesimo comune italiano e terza città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia.

Il nostro porto, scalo dei traghetti per il Continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito e sesto per traffico crocieristico.

Fondata come colonia greca col nome di Zancle e poi Messana, nel 1908 un disastroso terremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione.

Ricostruita a partire dal 1912, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud. Sono in corso progetti mirati alla riqualificazione della città attraverso opere come il waterfront ed una nuova sede per la stazione ferroviaria.

Importante e storica sede universitaria, fondata nel 1548 da Sant'Ignazio di Loyola, Messina è una città con un'economia basata sui servizi, i commerci, il turismo e una rilevante attività industriale nella cantieristica navale da diporto.

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La Vara

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La Vara di Messina in dialetto messinese: A Vara.

E’ un grande carro votivo dedicato alla Madonna Assunta e che viene portato in processione il 15 agosto di ogni anno.

Il termine "vara" è la traslitterazione di "bara", che sta ad indicare la bara dove giaceva il corpo della Dormitio Virginis (la Madonna Dormiente). La Vara è alta circa 13,5 metri e pesa sulle 8 tonnellate, viene portata in processione da centinaia di fedeli tramite delle lunghe corde (gomene) che servono a farla trainare. Dette gomene, lunghe poco più di cento metri, sono tirate all'inizio da due gruppi di persone che fanno capo ai rispettivi capi corda; fino a qualche anno fa indossavano delle magliette di diverso colore (Blu e Marrone) ma adesso sono semplicemente di colore blu in onore della Madonna. Un'antichissima tradizione popolare vuole che le corde della Vara posseggano proprietà magiche e taumaturgiche. Per tale motivo alla fine della processione, quando il carro si arresta nella piazza del Duomo, viene letteralmente assaltato da popolani che, armati di forbici e coltelli, staccano pezzi di corda da portare a casa, dove poi verranno collocate sotto il materasso, o appese per allontanare la negatività. Anticamente gli angioletti della vara erano impersonati da bambini (spesso orfani degli istituti messinesi o figli di carcerati) mentre la Madonna in cima alla Vara era una ragazza vergine, scelta per sorteggio, che dopo avere completato il giro processionale senza cadere, aveva la possibilità di far liberare un condannato a morte. A seguito dei numerosi incidenti che alcune volte sfioravano autentiche disgrazie, finalmente a metà '800, si è provveduto a diminuire l'altezza della Vara e sostituire i personaggi con figure di cartapesta. Tra i momenti più seguiti e suggestivi è la cosiddetta "girata", cioè il momento in cui la Vara si immette dalla Via Garibaldi in via I Settembre per giungere in Piazza Duomo e, a seconda della riuscita della manovra, si traggono auspici per tutto l'anno a seguire. La partenza, per quanto possa essere entusiasmante, non riesce a trasmettere tutte le sensazione dell'entrata della Vara in Piazza Duomo, la piazza centrale di Messina, dove è attesa da migliaia di messinesi.

La festa della Madonna Assunta a Messina rappresenta il momento di massima espressione religiosa da parte del popolo, nonostante la festa patronale sia quella della Madonna della Lettera festeggiata il 3 giugno di ogni anno.

Molto probabilmente l'origine della Vara deriva dai festeggiamenti in onore di Carlo V d'Asburgo che dopo la conquista di Tunisi,visita la città di Messina il 21 ottobre del 1535.

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Duomo di Messina

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Il duomo di Messina, intitolato a S. Maria, è la cattedrale dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Sorge in pieno centro storico di Messina, dove prospetta con la facciata ed il campanile sull'ampia piazza del Duomo. Nel giugno del 1947 papa Pio XII l'ha elevato alla dignità di basilica minore.

Particolarità della Cattedrale il suo Orologio.

L’orologio astronomico di Messina, parte della cattedrale della città, fu costruito dalla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. È integrato nel campanile della chiesa (ricostruito all'inizio del secolo dopo il terremoto), di cui costituisce l'elemento più caratteristico.

La parte tecnica è stata concepita da Frédéric Klinghammer, mentre dal punto di vista artistico si basa su piani di Théodore Ungerer. I meccanismi riprendono in parte quelli dell'orologio astronomico di Strasburgo. Fu commissionato dall'arcivescovo della città (Angelo Paino) in occasione del rifacimento del campanile di Messina, sotto consiglio di papa Pio XI, che gli regalò un modello funzionante dell'orologio di Strasburgo.

È articolato in parecchie parti distribuite ai diversi livelli della torre campanaria. Alcune sono costruite sul lato del campanile che dà sulla piazza, altre si trovano sul lato rivolto verso la facciata della chiesa. L'orologio astronomico di Messina è considerato il più grande orologio astronomico del mondo e il più complesso.

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Taormina

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Taormina in dialetto messinese: Taummina.

È uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici ed è stata un importante meta del Grand Tour. Taormina è stata una delle principali destinazioni turistiche dal XIX secolo in Europa.

È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l'Etna sullo sfondo.

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Le Gole dell'Alcantara

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Le Gole dell'Alcantara in dialetto messinese: Goli i l’accantara

Sono anche dette anche "Gole di Larderia" , sono situate nella Valle dell'Alcantara in Sicilia dove termina la catena montuosa dei Peloritani tra i comuni di Castiglione di Sicilia e di Motta Camastra.

Sono delle gole alte fino a 25 metri e larghe nei punti più stretti 2 metri e nei punti più larghi 4-5 metri. il canyon naturale, a differenza di quanto comunemente si pensa, non è stato scavato nel corso di migliaia di anni dall'acqua.

Il fiume Alcantara scorre tra pietra lavica che forma il suo alveo caratteristico. Sul territorio di Motta Camastra in località Fondaco Motta si trova la gola più imponente e famosa dell'Alcantara, lunga per più di 6 km ma percorribile in modo agevole per i primi 3.

La particolarità di questa gola consiste nella struttura delle pareti, create da una colata di lava basaltica (povera di silicio ma ricca di ferro, magnesio e calcio). La lava si è poi raffreddata molto lentamente, dato il grande spessore del plateau creatosi, permettendo così di creare forme prismatiche pentagonali ed esagonali, che richiamano la struttura molecolare dei materiali che la costituiscono.

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Tindari

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Tìndari in dialetto messinese: U Tinnuru

Tindari è situata su un promontorio dei monti Nebrodi che si sporge, da un'altezza di 268 m, a picco sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello. Ci si arriva prendendo l'uscita del casello di Il Santuario di Tindari si trova all'estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata.

La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, è di epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Oriente in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, nell'VIII-IX secolo.

Le origini della statua bizantina della Madonna Nera del Tindari sono legate ad una leggenda, secondo la quale la scultura, trasportata per mare, impedì alla nave di ripartire dopo che si era rifugiata nella baia di Tindari, presso i laghetti di Marinello, per sfuggire alla tempesta.

I marinai, depositarono a terra via via il carico, pensando che fosse questo ad impedire il trasporto, e solo quando vi portarono anche la statua, la nave poté riprendere il mare.

La statua è quindi portata sul colle soprastante, dentro una piccola chiesa che dovette in seguito essere più volte ampliata per accogliere i pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del simulacro.

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